Non ero pronta alla neve quest’anno. E’ arrivata poco più tardi dello scorso anno, lasciandomi calpestare ancora un po’ i sentieri ricoperti da morbidi aghi di larice, eppure no, non ero preparata. Mentre qualcuno aveva iniziato ad accarezzare gli sci, con lo sguardo bramoso di chi vorrebbe che fosse inverno tutto l’anno, a me la prima nevicata di stagione aveva messo malinconia. L’estate mi sembrava volata, l’autunno mi sembrava volato: la mia stagione preferita forse, quella che sembra più breve di tutte, con i suoi effimeri colori.

Ma al termine di una notte gelida, arrivati in montagna a mezzanotte, nell’impossibilità di proseguire fino alla casa che ci attendeva ammutolita – l’auto spinta con fatica nella neve e lasciata per strada alla bell’e meglio – dopo essere saliti a piedi nel buio, bisticciando, con la neve alle caviglie ricalcando le tracce dell’ultima macchina passata ore prima, la nebbia e persino i lampi, al mattino ci si sveglia così. La bocca imbronciata si trasforma in un cerchietto di stupore, gli occhi sgranati a forma di cuore, non ci sono più parole, ne’ brutte ne’ belle.

E’ l’apoteosi della bellezza, un tumulto dentro il petto. Il mondo è bianco sotto il sole e il cielo terso.

Mi ricordo la storia che raccontava sempre mia mamma. I suoi zii, Maria e Mario, una coppia innamorata e affiatata, senza figli, in tempo di guerra si erano messi in cammino per raggiungere il paese di Zoagli da Genova, a piedi. Erano passati persino attraverso alcune gallerie della ferrovia, per nascondersi dai bombardamenti o per timore di essere bloccati per strada. Due fuggitivi. In un modo o nell’altro erano riusciti ad arrivare, con il buio, con la pioggia, con il lumino a olio che si spegneva, litigando violentemente per la tensione accumulata, chi voleva fare in un modo e chi voleva fare nell’altro, con la minaccia di separarsi e non vedersi mai più.

Ma la mattina dopo, al risveglio, un fenomeno rarissimo li rinfrancò di tutta la fatica, la paura e la tristezza del giorno prima: una nevicata, ad appena un paio di centinaia di metri sul mare, tra gli uliveti e le case colorate di Riviera. Tutti tacquero. Maria e Mario si guardarono e fu subito pace. Avesse potuto essere pace per tutto il mondo.
A volte, la bellezza della natura, ci sa sorprendere in un modo inaspettato, mettendo a tacere le bocche, zittendo gli schiamazzi, quietando i rancori.

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