Inauguro la sezione Hobby con un cestino portapane o portafrutta, come preferite immaginarlo.

Poco tempo fa ho partecipato a un corso di cesteria di cui parlerò molto volentieri in seguito. In quell’occasione ho potuto apprezzare la duttilità di una delle materie prime adoperate, ovvero la Rosa Canina. Non avevo mai costruito nulla di simile, eppure questo legno mi è venuto subito in simpatia. Così, ispirata dai lavori del nostro maestro di cesteria, da cui abbiamo acquistato un bel portafrutta con la base in legno di ontano, ho provato a imitarlo mettendomi alla prova con un cesto di dimensioni più piccole allo scopo di sperimentare in autonomia la lavorazione del legno di rosa canina.

L’occasione mi è stata offerta da una tavoletta di legno rotonda trovata in un rudere. Gli oggetti abbandonati, più sono dimenticati e malmessi, più mi fanno tenerezza e sento il desiderio di dargli una nuova vita, piuttosto che lasciarli al loro triste destino. Il disco in questione era quasi certamente la parte superiore di una “fascella” per il formaggio, che si appoggiava come un coperchio sopra il formaggio inserito dentro la forma, il quale veniva pressato con sopra dei pesi, allo scopo di far fuoriuscire il siero.
E ora giaceva lì, tra altre vecchie cose abbandonate su un pavimento, destinato all’oblio. Doveva essere stato ottenuto da legno di larice, come molti oggetti di uso quotidiano in montagna.


Portato a casa, l’ho innanzitutto piallato sia per assottigliarlo (è ancora piuttosto spesso ma mi piacciono le cose tozze) sia per garantire una bella ripulita. Purtroppo piallando sono uscite allo scoperto alcune gallerie di tarli, di cui si capiva la presenza per via dei buchi visibili sul pezzo di legno.
Ho deciso per adesso di non dare antitarlo visto l’utilizzo che ne voglio fare, sperando che siano solo vecchi buchi e nessun inquilino stia ancora lavorando là dentro.
Per rimediare alle inestetiche fessure, ho provato per la prima volta a mischiare la colla vinilica con la polvere ottenuta dalla piallatura. Si può fare di meglio, ma il risultato non è stato in fondo così pessimo. Ho riservato la parte con i ritocchi più visibili per il sotto e naturalmente il lato venuto meglio è posizionato faccia in sù.

Infine sono andata a raccogliere un bastone piuttosto lungo di rosa canina e l’ho spaccato in 4 parti, per il lungo. Ho tagliato ogni pezzo in base alla lunghezza necessaria per fare gli archetti. Diciamo che questa operazione ha ancora bisogno di miglioramento! 
Ho ottenuto 11 bastoncini da lavorare con il coltello a roncola, rimuovendo il midollo interno e la corteccia e poi assottigliando e modellando fino allo spessore che mi consentisse di piegarli e dargli la forma. Due si sono spaccati, uno è venuto malino e uno mi è avanzato perchè alla fine ne ho usati solo 7.


La parte più complicata è stata calcolare la distanza dei buchi da disegnare sulla tavoletta prima di bucare con il trapano! Persino il marito abilissimo in calcoli matematici ha penato, ah ah! E il calcolo è stato preceduto da una lunga indecisione su come disporli, ma alla fine il risultato è più che soddisfacente.

La fascetta che si vede passare tutto intorno è una sottile decorazione fatta sempre di rosa canina, per adesso è incastrata tra gli incroci degli archetti, ma prevedo che asciugandosi il legno, potrebbe muovere e diventare del tutto instabile. 
Anche gli archetti al momento sono perfettamente incastrati, ma sicuramente inizieranno a muovere una volta che il legno si asciugherà,  perciò provvederò a fissarli dentro i buchi con la colla.
Per quanto riguarda la fascetta, per farla restare fissata al centro della composizione, troverò un rimedio, magari fissandola a ogni incrocio con dello spago grezzo ma sottile oppure con qualcosa di più naturale.
Sono molto felice di questo primo lavoro, semplice ma fatto tutto da sola (a parte i calcoli dei buchi :-)).


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