Decanto le meraviglie della montagna a tutti gli amici che so apprezzarne la bellezza, la solitudine e anche la fatica. A furia di esternare il mio debole per la Val Maira, qualcuno prima o poi ci casca, con il rischio di restare contagiato dalla mia malattia. Dopo aver visto gli ultimi scatti in cui avevo avuto la fortuna di immortalare aquile, camosci, stambecchi e dulcis in fundo Volpina, A e M si convincono e senza perdere altro tempo ci raggiungono in montagna con la piccola Alice.

E’ un maggio singolare, avrà già nevicato quattro volte… noi quasi sempre presenti. Il clima è rigido e anche questo fine settimana non fa eccezione. Sabato pomeriggio, in cerca di cervi in mezzo ai boschi, avvistiamo solo alcuni galli forcelli in volo e restiamo sorpresi da una nevicata primaverile; ci rifocilleremo con un’ottima cena in una delle tante locande che qui offrono una calda atmosfera, quello che ci vuole con questo fresco al di fuori della norma!

Domenica, sullo slancio di previsioni meteo migliori, ci spostiamo in alta valle, regno di aquile e stambecchi. Gli amici sono colpiti da un ambiente tanto selvaggio e solitario, inevitabilmente il fattore che fa innamorare le persone di questi luoghi: la loro autenticità. Anche la loro piccola esploratrice è contenta, la crescono con l’amore e il rispetto per la natura, invitandola al silenzio per poter avvicinare gli animali senza disturbarli. La giornata è serena ma ventosa e le temperature non si alzano neppure col sole. Dopo qualche incontro con camosci, miriadi di marmotte e un paio di caprioli, sulle orme di un vecchio stambecco solitario ci accorgiamo di un branco di stambecchi maschi sul versante opposto al nostro. Si stanno riposando. Con discrezione ci portiamo sui pendii erbosi alla loro quota, ma restiamo piuttosto distanti, quel tanto da fare qualche scatto con il teleobiettivo al massimo senza disturbare la loro pace. Noi ne approfittiamo per mangiare i nostri panini, ma ecco che (come da tradizione all’ora di pranzo!) il cielo si copre con una coltre grigia che non ha per niente l’aria di essere passeggera, anzi… pare proprio preannunciare altra neve.

Così iniziamo la nostra discesa, ma prima di tornare verso la macchina suggerisco di passare nel luogo dove la volta prima avevo visto la volpe. Se ho capito il soggetto, sarà lei a cercare noi nel caso avvertisse la nostra presenza. Arrivati alla baita però, prima di poter scrutare intorno, ci accorgiamo di due stambecchi che stanno camminando nel prato, uno dietro l’altro, con la loro tipica flemma.

Macchine pronte, silenzio assoluto e fiato sospeso, ci prepariamo alla cattura fotografica, non appena spunteranno da dietro la baita. Scopriremo in un battere di ciglia che i due maschi si stanno portando sul ring, con tanto di giudice di gara al seguito. Non appena ricompaiono alla nostra vista infatti, come se noi non esistessimo, uno dei due dichiara l’inizio della lotta con un’impennata, davanti ai nostri sguardi stupefatti!

Da quel momento in poi, gli stambecchi daranno dimostrazione di tutta la loro forza, tra uno scontro di corna e spinte di testa, costantemente seguiti dal terzo che non li molla un attimo e controlla attentamente l’andamento del duello. Noi restiamo paralizzati non solo per il freddo, visto il vento insidioso che persevera, ma soprattutto per lo spettacolo che si sta svolgendo proprio davanti a noi, a pochi metri di distanza! Acquattati su un tronco appoggiato sul prato, non abbiamo occhi che per loro. Non saprei quantificare il tempo passato scattando foto e ascoltando quei colpi di corna alternati dai silenzi del loro confronto a spinte, ma è stato certamente quanto di meglio potessi immaginare per i miei amici, un bel battesimo della Val Maira! Anche a me non era mai capitato di vedere una scena simile, così vicino e in un luogo così ameno e dolce come quello dei pascoli a circa 2000 metri. Poco sopra, altri stambecchi maschi brucano tranquilli sul pendio erboso, incuranti della nostra presenza e disinteressati alla lotta dei loro simili. Sempre attentissimo è invece il loro arbitro che non li perde di vista seguendoli man mano che si spostano dietro a una roccia o in mezzo alla neve (forse è l’unico caso in cui nessuno si offenderebbe se dagli spalti si elevasse il grido di “arbitro cornuto!!”)

A un certo punto inizia a strofinare la testa nei cespugli secchi: si starà preparando a sua volta al duello con il vincitore o cerca solo il sollievo di una grattatina? Ho letto che gli stambecchi misurano la loro forza in diversi periodi dell’anno, per risparmiare energie durante il periodo degli amori. Speriamo di avere ancora questa fortuna nei mesi che verranno… ma ogni occasione è unica, unici lo scenario, il momento, l’intensità delle emozioni. La natura ci sorprende proprio perchè sono imprevedibili gli spettacoli che decide di donarci.

Ha iniziato a nevicare, le nostre mani sono gelate, la nostra piccola montanara pure… approfittiamo dell’allontanamento degli stambecchi per alzarci e tornare all’auto, in cerca di una merenda e un posto caldo. Ma siamo ancora magneticamente attratti da quello scenario di montagna vera e pura, mentre scendiamo continuiamo a voltarci e vediamo che adesso gli stambecchi si sono riuniti e vanno verso valle… poco dopo invertono la marcia, io sono rimasta indietro e li vedo avvicinarsi, spero non vogliano confrontarsi anche con me… non credo siano morbidi come Volpina. Ma non sono il loro tipo, quindi proseguono su un dosso erboso regalando un ultimo avvincente quadretto: il gruppo di stambecchi in fila, con la nevicata in corso, l’aria gelata, lo sfondo di rocce e di neve sfocato dalla bruma, l’unico colore caldo di questa composizione è il pelo bruno rossiccio dei fieri becchi. Se ne vanno, questa volta decisi e noi facciamo lo stesso, a malincuore, ma con gli occhi pieni di meraviglia per quell’attimo indefinibile di tempo che ci ha trasportato in una dimensione fantastica… sempre lassù… il brutto tempo ha portato bene ancora una volta. Dicono che non c’è due senza tre, ed io spero ci siano numerose occasioni in cui i miei amici abitanti dei monti mi regaleranno tanta bellezza.

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