Non c’è niente come la natura che mi infonda tranquillità e pace, quando sono nei boschi mi sento al sicuro e tutti i pensieri sono lontani, per questo mi piace portare a casa qualche elemento che mi faccia sempre sentire a contatto con i luoghi che amo frequentare. Pigne, rametti, fiori secchi, piume e gusci di lumache, tutto ciò che ai miei occhi è armonioso finisce per decorare qualche angolo della casa. Un giorno, di ritorno da una breve passeggiata, mi imbatto in un giovane albero di betulla caduto, parte del quale era stato tagliato per liberare la strada forestale. Quanto è bella la corteccia della betulla bianca! Il suo candore spicca nel bosco autunnale, quando le ultime foglie dondolano al vento, mentre in inverno si confonde con la neve che copiosa ammanta i boschi. 

Chiamo i rinforzi per tagliare un pezzo di tronco, quello meno rovinato con la corteccia più chiara e pulita, ho già idea di cosa voglio farne. Un lavoro semplice, ma di grande effetto! Ricavo tre pezzi di tronco di altezze diverse fra loro (ad esempio 7, 10 e 15 cm) e con gli scalpelli scavo sulla sommità di ognuno un buco in cui poter infilare una candela di tipo tealight di dimensione grande (circa 5-6 cm). Avrei potuto usare il trapano, ma per orgoglio ho preferito eseguire il lavoro a mano (e anche per usare degli scalpelli ricevuti in regalo, diciamo la verità 🙂 ). 

Unica accortezza da usare, vista la delicatezza della corteccia, proteggere i tronchetti durante la lavorazione fasciandoli bene con dei vecchi stracci puliti o della gommapiuma. Qualunque colpo o graffio, specie su un tronco fresco, lascerebbe dei brutti segni, bugne e spellature.

I tre portacandele di betulla donano calore alle nostre serate in casa quando siamo in montagna, molti amici a prima vista mi hanno chiesto se per caso le avessi dipinte! Ed è proprio questo il bello della betulla, che è già speciale così!

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