L’altro giorno ho scoperto che sono nate le viole! Le violette, quelle vere, intensamente odorose della mia infanzia! Mi hanno colta di sorpresa, facendomi tornare col loro profumo a certe giornate di primavera, sul sentiero che conduce al vecchio lavatoio. Ho sempre pensato che, se fossi un fiore, sarei di certo una viola mammola! Non l’appariscente rosa, la cui bellezza tutti si voltano ad ammirare, non la calla elegante o la pomposa ortensia, neppure il narciso icona di vanità. Non sarei nemmeno la pratolina o il dente di leone, solari manifestanti dei campi assolati. Sarei una piccola, umile e semplice violetta. Al margine dei boschi, in disparte e con il capo chino, la violetta non fa nulla per farsi notare, ma attende con pazienza che qualcuno si chini e sia in grado di apprezzare la sua essenza. (Zoagli, febbraio 2020).

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