Oggi pensavo, nella mia vita ne ho vissuti di eventi memorabili! Il disastro di Chernobyl, la caduta del muro di Berlino, la guerra del Golfo, la guerra in Kosovo, il passaggio della cometa Hale-Bopp, le Torri Gemelle, il crollo del Ponte Morandi che non sarà di rilievo mondiale ma mi ha toccato da vicino, i devastanti incendi in Amazzonia e Australia e il progressivo scioglimento dell’Antartide, ci mancava proprio il Coronavirus. Ci è stato imposto, ragionevolmente, di non muoverci! Ci sono controlli sugli spostamenti che bisogna avere l’accortezza di fare con certificato alla mano, devi stare attento persino a dove fare la spesa e se i tuoi cari sono in un altro comune, non li puoi più vedere fino a data da destinarsi. Una situazione surreale, una sorta di nuovo muro invisibile e impalpabile, che ha creato panico e scompiglio. Però a lavorare ci puoi andare perché nel 2020, quando le auto avrebbero dovuto volare, facciamo ancora decine di chilometri per stare tutto il giorno seduti davanti a un computer. Beh, tornando a casa stasera, ho dato un calcio ai pensieri e sono andata a prendere una boccata d’aria buona. Non ho fatto altro che ringraziare, ogni minuto, per avere scelto pochi mesi fa di venire ad abitare qui. Una decisione direi quasi tempestiva. Certo, mi mancano le mie montagne, perché una cosa tanto più ti manca quanto sai di non poterla avere, ma sono consapevole della fortuna che sia questo il luogo nel quale dover rimanere confinata. In certi contesti, non occorre necessariamente essere fortunati, quanto essere consapevoli. Zoagli, 10 marzo 2020.

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