“O Pan”? Così esordiva sempre mia nonna Eugenia, per tutti Nonna Genia, quando ci mettevamo a tavola: non mangiava nulla senza pane, lo chiedeva anche quando si preparava la pizza, noi ridevamo e ovviamente in quel caso la convincevamo che la pizza con il pane non esiste proprio! Bene di prima necessità, soprattutto per noi italiani che abbiamo un panificio ad ogni angolo di quartiere, alcuni sono ormai diventati delle inavvicinabili boutiques! In questi giorni, il lievito di birra è diventato introvabile: che le famiglie abbiano ritrovato la voglia (o il tempo!) di cucinare? O è un modo per uscire meno di casa senza farsi mancare del buon pane fresco? In ogni caso è una bella dimostrazione di piccola economia domestica, considerando il prezzo al chilo che il pane ha raggiunto negli ultimi tempi! Sembra incredibile ma un tempo, in montagna, il pane si faceva una volta l’anno nei forni comuni di borgata, si conservava in speciali graticci al riparo dai topi scongiurando la muffa, poi si porzionava spaccandolo, più che tagliandolo, con un attrezzo speciale costituito da una tavola con una lama di ferro la cui punta era agganciata ad un anello per fare leva. Le briciole che saltavano per aria come scintille in un camino venivano avidamente recuperate per non sprecarne neanche una. Oggi possiamo goderci il nostro pane morbido, meglio se fatto in casa! La sua preparazione è come un rito al quale assisto trepidante in attesa di vedere se quella crosticina dorata mi serba nel cuore una buona riuscita! Ecco i miei oltre due chili di pane preparati ieri con il lievito madre, per un po’ di giorni siamo a posto. ☺️

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