Rovo m’hai provocato…? Non sarà sostanzioso come i maccheroni di Sordi, ma vuoi mettere la soddisfazione di vederlo nel piatto dopo mesi passati a lottare con le sue spine nelle temibili fasce liguri invase da questa pianta infestante? Sì, perchè di fatto infestante lo è, ma porta anche dolcissimi frutti alla fine dell’estate, dobbiamo riconoscerglielo. Inoltre è un ingrediente naturale, sano e gratuito, dalle varie proprietà, una pianta di cui si possono usare fiori, frutti e foglie. Io ho provato e elaborare una ricetta con i germogli di rovo che stanno allegramente ributtando dopo la nostra pulizia, della quinoa che mi guardava sconsolata dentro il suo pacchetto da tempo immemore e una gustosa caciottina morbida della Val Graveglia.

Ingredienti: cime di rovo 130 g, quinoa 100 g, 4 uova (2 per le polpette e 2 per la panatura), sale, pepe, parmigiano, caciotta o formaggio morbido, pangrattato, olio.

Preparazione: molto semplice, lessare le cime di rovo risciacquate insieme alla quinoa (quella che avevo io cuoce in soli 8 minuti), scolare, lasciare raffreddare. Unire 2 uova, sale e pepe a piacimento, un po’ di parmigiano grattugiato (circa 2 cucchiai). Sbattere le altre due uova in una ciotola e preparare a fianco un piatto con del pangrattato per la panatura. Tagliare la caciotta a cubetti e formare le polpette grosse circa come una pallina da ping-pong, inserendo all’interno il cubotto di formaggio. Arrotondare comprimendo per bene, passare la polpetta nell’uovo e nel pangrattato e mettere su una teglia con la carta da forno. Irrorare bene di olio di oliva e cuocere in forno per 30-40 minuti a 170° C girando una sola volta le polpette per farle dorare su entrambi i lati. Tempo e gradi di cottura per forno elettrico.

Please follow and like us:

0 Comments

Leave a Comment