Non credere sai, che non mi manchi.
Anche se non parlo, sei qui nel profondo, nel tremolio di una foglia, nella luce di un tramonto, nelle notti di luna, nel canto di un uccello.
Lontano da te riesco solo a immaginare la neve sotto i piedi, i discorsi del ruscello, i passi timidi dei cervi, il fischio del camoscio, il misterioso assiolo, che udire più non posso. Le cime che l’alba corteggia di nascosto, o la luna bella da non poter dormire, quelle notti così cariche di stelle che sembrano quasi caderti addosso.
I tuoi profumi mi è proibito sentire, le essenze di legno che ben conosco, tra i grandi boschi e dentro casa, odore di prati e stalle nell’aria sottile.
Fioriranno i lillà, i ciliegi e le rose, il verde dei pascoli sarà presto intenso, ovunque i grilli inizieranno a cantare, e non ci sarò, ma quello che mi sai donare è talmente immenso che ne conservo una riserva nel cuore. Quando potremo riavvolgere il filo che ci unisce fino a farci ritrovare, allora sì, sarà meraviglioso, un desiderio nuovo che si esaudisce.

Val Maira (lontano dagli occhi, vicino al cuore), aprile 2020.

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