Questa credenzina dal design poco accattivante ha sempre fatto parte dell’arredamento della casa di famiglia al mare, o meglio la casa in campagna alle spalle del mare, una antica casa contadina che insieme a mio marito ho ristrutturato per andarci a vivere. I primi giorni in cui tutto iniziava a prendere forma e colore, con i pavimenti e gli intonaci nuovi e la scala in legno di castagno, saltavo di gioia esclamando “sembra il nostro piccolo cottage!”. E in effetti, questa credenza dal look rinnovato si inserisce armoniosamente in un contesto fresco e leggero, con i colori del cielo e le sfumature del mare, che è diventato il nostro caldo e luminoso rifugio.

Come prima cosa ho dovuto rimuovere la carta interna, la tipica carta a gigli rossi usata per mobili e cassetti, solo che era adesiva e non vi dico la fatica per rimuoverla con spatole, vaporetto e infine sverniciatore! In cima abbiamo applicato una cornice rimediata dalla cucina che abbiamo portato con noi dalla casa di città, per via dell’altezza dei soffitti non potevamo più montarla e l’idea di riciclarla per la credenza mi ha gasato tantissimo: riciclare è meglio che buttare! Mio marito è stato bravissimo a fare i tagli obliqui per ricomporla e con piccole stuccature sembra che sia sempre stata lì! Poi ho sgrassato con TSP e applicato una mano di stainblock come antitannino e aggrappante.

Il colore l’ho sempre immaginato Eulalie’s Sky, della linea Milk Paint, che mi fa impazzire per essere così etereo ed indefinito, tra l’azzurrino e il verdino, insomma un verde acqua molto molto chiaro. Ho anche preso spunto da un lavoro eseguito da Miss Mustard Seed in persona, ma una volta stesa la vernice mi sono trovata davanti a un colore più scuro rispetto a quello che mi aspettavo. Così è iniziata una battaglia disperata fatta di lavaggi di bianco, nel tentativo di ottenere l’effetto desiderato, disperata perchè i lavaggi venivano via con la successiva stesura della cera (Painting the Past, morbidissima da stendere, ma forse più aggressiva sul lavaggio), tanto che alla fine ho risolto stendendo la cera Annie Sloan direttamente con le dita! Inoltre ogni mattina, quando mi alzavo, scendevo di sotto e piena di dubbi mi chiedevo se il colore mi convincesse davvero, se non fosse troppo chiaro, o forse ancora troppo scuro! Morale della favola, quando ho finito di farmi attanagliare dai dubbi e ho dichiarato terminato il lavoro con l’ultima mano di cera, sono rimasta finalmente soddisfatta!

L’interno è stato dipinto con Painting the Past Historical white eggshell che mi avanzava dalle porte, perciò senza bisogno di finitura. L’interno delle ante invece, già dipinte originariamente di un verdolino chiaro, l’ho carteggiato per rimuovere lo sporco e alleggerito con lavaggi di bianco (painting the past Paper). I pois li ho fatti con una spugnetta da fondotinta con bianco Paper, mentre i riquadri esterni sono Paper con un leggerissimo dry brush Eulalie’s Sky per non avere un effetto troppo immacolato.

In definitiva, se dopo tutti i miei pastrocchi il risultato non sarà proprio Eulalie’s Sky, mi ricorderà senz’altro il bel celeste degli occhi di mia zia Maria, nata anche lei in questa casa come mia mamma, il cui dolce ritratto eseguito da un antenato negli anni ’30 circa è appeso in casa, come se lei fosse tornata ad abitarci insieme a noi. Ho rinominato perciò la nostra credenza “la credenzina coastal Aunt Mary’s Eyes”!

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