Un corso e almeno un buon libro di apicoltura sono altamente consigliabili prima di intraprendere questa esperienza meravigliosa e sorprendente, ma con queste creature imprevedibili non si finisce davvero mai di imparare! Le visite al mio piccolo apiario sono in genere caratterizzate da uno stato di agitazione misto a speranzose aspettative, col tempo mi auguro di migliorare il mio approccio, diventando più sicura e rilassata. Ma devo ammettere che, nonostante io abbia iniziato ad adattare i miei ritmi ai loro, nonostante le sudate con la tuta sotto al sole, i timori e i tanti dubbi, non mi sono mai posta la fatidica domanda “ma chi me l’ha fatto fare?!”, perchè queste creaturine, a modo loro, mi caricano di motivazione! Ed ecco che puntualmente, una settimana fa, le mie amiche mi fanno prendere un nuovo colpo! Durante la consueta visita, tirando fuori i telaini del nido di Mestizia (che per la cronaca ha invertito il suo ruolo con Potenza, a riprova della loro imprevedibilità) mi trovo al cospetto di ben due api regine! Dovevate vedere la mia faccia quando, dopo aver incontrato la regina verde, quella marchiata con cui mi sono state consegnate, su un altro telaino ho visto incedere baldanzoso un altro corpicino biondiccio e affusolato! Dopo aver consultato in fretta e furia il mio maestro e aver allarmato il marito che corresse a recuperare l’avvitatore, ho deciso che avrei provato a creare la mia terza famiglia, montando una nuova arnia e prelevando un paio di telaini da entrambe le famiglie, spolverandoli di zucchero a velo per favorire l’accettazione reciproca (una delle due famiglie, infatti, entra in contatto con il feromone di una regina che non riconosce), il tutto in uno stato d’emergenza assoluta nel timore, invero un po’ esagerato, che le regine si incontrassero sfidandosi al duello. Devo dire che non vedevo l’ora di spolverare le api di zucchero a velo 😂. Col senno di poi, non so se ho fatto la cosa giusta, sono le api che sanno cosa è più giusto fare, e se volevano cambiare la loro regina, forse era meglio lasciarle fare. Ma dopo una settimana, entrambe le regine sono ancora vive, quella verde rinnegata nelle sua famiglia d’origine e quella nuova con cui ho dato vita a una nuova famiglia. E forse per la prima volta, consapevole di aver affrontato un nuovo passo nella mia neonata carriera di apicoltrice, ho richiuso le arnie con un sorriso un po’ più sereno e fiducioso di prima.

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