Chi sono


Il mio nome è Laura, ma per molti sono Scinty. Un soprannome, Scintilla, che mi è stato donato molti anni fa in un periodo particolare della mia vita, quando decisi di ritirarmi da scuola e prendere un periodo di riflessione passando qualche mese in campagna, a casa degli zii. Lo ricordo come uno degli anni più belli della mia vita. O almeno, quei tre mesi di primavera a contatto con la natura, seguiti da un’estate altrettanto intensa, sono stati per me fonte di spensieratezza e rinascita. Mi sentivo libera.
Non mi sono mai separata da quel nickname con cui tutt’ora alcuni mi appellano e la cosa mi riempie di tenerezza e mi fa sorridere.

Ho poche grandi passioni, ma lamento sempre di non essermi dedicata a tante altre nella vita: la danza (adoro ballare!), il canto, una disciplina sportiva e qualche attività di tipo domestico come il cucito o la maglia. Osservo con incanto e ammirazione le doti altrui, sono curiosa e mi entusiasmo spesso, ma sono anche una eterna insicura, poco determinata, forse il mio più grande difetto.

Gran golosa, appassionata del buon cibo che mi piace gustare soprattutto in compagnia, mi diverto a scoprire e provare ricette, in particolare legate alla tradizione, italiana e non. Talvolta mi ritrovo in qualche libreria a sfogliare di straforo libri di cucina illustrati con foto stupende, ma mi vieto di comprarli dal momento che, nonostante la collezione di libri, riviste e ricette trovate in rete, spesso e volentieri apro il frigo e invento, oppure mi diletto nel riciclare avanzi. Considero buttare via il cibo un fallimento dell’economia domestica!

Adoro gli oggetti antichi della vita contadina, mi affascina la loro essenzialità, immaginare il tempo dedicato alla loro costruzione con materiali locali, lo studio e la genialità che stanno dietro a queste semplici ma fondamentali creazioni. Mi piace accarezzare gli oggetti in legno smussati dal tempo e dall’uso, amo le vecchie ceramiche, i contenitori di latta, le poche cose che facevano bella mostra nelle povere cucine di un tempo. Non smetto mai di stupirmi per la bellezza delle case di montagna, vere opere d’arte che trasformano certi piccoli paesi in musei a cielo aperto. Ci tengo a conservare questi ricordi, restaurare e fotografare per fare in modo, nel mio piccolo, che ne resti almeno una traccia.

Amo profondamente la natura, da sempre. Stare a contatto con la natura è un qualcosa che sento radicato dentro di me e di cui non potrei mai fare a meno. I miei giochi più divertenti, i miei migliori momenti sin da piccola, li ricordo nel verde. Poi ho scoperto la montagna, le Alpi. Da quando però, molti anni fa, ho scoperto la Valle del mio cuore, la montagna non è più solo svago, vacanza, attività fisica all’aria aperta. Col passare del tempo, “quella” montagna è diventata una parte di me ed è la mia vita.

Dotata di scarsa grazia femminile ed eleganza, preferisco gli abiti sporchi di terra ed erba allo smalto sulle unghie, per nulla curate, anche se non rinuncio a truccarmi gli occhi neppure con in mano pennelli, cartavetro, zappe e asce per spaccare la legna (altro mio misterioso interesse fin dalla tenera età).

Di ritorno dalle rocciose vette alpine, ritrovo la vera me stessa all’ombra dei boschi, dove mi sento un po’ folletto, un po’ animaletto. Le foreste, con i loro profumi, i giochi di luci e ombre e i loro curiosi suoni, sono senza dubbio la mia dimensione ideale.

Credo che ogni persona sia in continua crescita e possa avere, prima o poi, la sua possibilità di realizzarsi. Per questo è bene non arrendersi, non abbattersi. Non mi è mai stato molto facile seguire questo consiglio.
Attraverso delusioni e momenti infelici, ho imparato mio malgrado a elaborare il dolore e a trasformarlo in speranza.  Ma soprattutto, ho deciso di iniziare a credere nei sogni…